menta
Mentha-piperita_01Mentha-piperita

Menta

Mentha piperita
Numero di osservazioni umane nel mondo di nel 2023. Credits: GBIF | OpenStreetMap.

Nome scientifico

Mentha piperita

Nome comune

Menta, Menta piperita, Menta prima, Menta inglese

Parti usate

Foglie, Sommità fiorite

Fitochimica

Olio essenziale (mentolo, mentone, mentofurano, eucaliptolo, limonene); Flavonoidi (mentoside, diosmina); Acidi fenolici (rosmarinico, caffeico, clorogenico); Triterpeni; Tannini; Azuleni

Botanica

La menta, come la melissa, è una specie appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, è una pianta erbacea perenne glabra alta fino a 60-80 cm, è un tipo di erba molto profumata e largamente utilizzata sia a fini terapeutici che alimentari. Ha foglie oblunghe ovate con venature violacee. Piccoli fiori raccolti in spighe terminali coniche bianchi, rosa e viola. La fioritura parte in estate e termina in autunno.
Può essere utilizzata in moltissimi modi. L’olio essenziale di menta viene utilizzato in cosmetici, prodotti per l’igiene personale, alimenti e prodotti farmaceutici sia per le sue proprietà terapeutiche che per il suo intenso aroma.

Raccolta

Tempo balsamico: le foglie di menta si raccolgono prima della fioritura della pianta. Verso la fine della primavera.
Si taglia a circa un terzo dello stelo principale per non farla morire. I rametti con le foglie poi si lavano e si legano insieme. Va essiccata in un luogo buio, ventilato e caldo.

Modalità d’uso

  • Infuso: la dose giornaliera raccomandata è di circa 5 grammi di droga da immergere in 200ml di acqua bollente per 10 minuti. Una volta filtrata si può bere anche senza dolcificare.
  • Olio essenziale: se il prodotto riporta adatto uso interno si consiglia l’assunzione di circa 5-10 gocce di prodotto. O secondo le indicazioni riportate sulla confezione del prodotto.

Utilizzo tradizionale

La menta è conosciuta fin dall’antichità, Dioscoride in De Materia Medica (50-70 d.C.) ne parla così:

La menta verde, conosciuta anche come minthe, è una piccola erba famosa per le sue proprietà riscaldanti, astringenti e asciuganti. Per questo motivo, il suo succo, se bevuto con aceto, ferma il sanguinamento, elimina i vermi intestinali rotondi, stimola il desiderio sessuale e, se assunto con due o tre germogli insieme al succo di melagrana acida, ferma il singhiozzo, il vomito e il colera. Applicata come impacco con semolino d’orzo, riduce gli ascessi; se messa sulla fronte, allevia il mal di testa e riduce il gonfiore e la tensione del seno.
Con il sale, funge da impacco per le persone morsicate dai cani, e il suo succo con idromele è adatto per curare i mal d’orecchio. Utilizzata dalle donne come pessario prima del rapporto sessuale, provoca sterilità e, se strofinata su una lingua ruvida, la leviga. Inoltre, impedisce al latte di cagliare quando vi si mescolano piccoli germogli, rendendolo sano e saporito.
Esiste anche una menta verde selvatica, con foglie più spesse e in generale più grande della menta bergamotto, dal profumo piuttosto sgradevole e meno utile per scopi salutistici.
“[1]


La pianta è ben nota per le sue proprietà antispasmodiche, eupeptiche, carminative, colagoghe, coleretiche e antisettiche. È particolarmente utile nel trattamento dell’atonia del tratto gastrointestinale, in quanto può ridurre il tono dello sfintere esofageo e facilitare l’espulsione di gas. Inoltre, viene utilizzata per alleviare la nausea, gli stati spastici a livello gastrico e intestinale di origine psicosomatica e la mancanza di appetito.

Ricerca scientifica

Studi su modelli animali dimostrano un effetto rilassante sui tessuti gastrointestinali, effetti analgesici e anestetici nel sistema nervoso centrale e periferico, azioni immunomodulanti e potenziale chemiopreventivo. Sono stati riportati studi umani sugli effetti gastrointestinali, delle vie respiratorie e analgesici dell’olio di menta piperita e dei suoi costituenti. Inoltre sono stati condotti diversi studi clinici sull’effetto dell’olio di menta piperita sui sintomi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) [2].
Sui ratti è stato constatato un notevole effetto antiossidante su fegato e reni dell’olio essenziale di menta [3]. Oltre all’attività antiossidante, sempre sui ratti (alimentati con elevate dosi di fruttosio), l’estratto di menta ha prodotto una notevole diminuizione nei livelli elevati di glucosio, colesterolo, trigliceridi e lipoproteine [4].

Avvertenze e controindicazioni

Non sono stati segnalati effetti avversi alla menta piperita, anche se è stato consigliato di prestare attenzione al suo utilizzo nei pazienti con reflusso gastroesofageo, ernia iatale o calcoli renali. Reazioni di ipersensibilità o allergiche sono possibili e dovrebbero prestare attenzione i soggetti allergici alle Lamiaceae. Prima di iniziare ad assumere un prodotto naturale è sempre opportuno consultare il proprio medico curante.

Riferimenti

  1. Dioscorides, P. (2005). De materia medica (L. Y. Beck, Trans.). Olms-Weidmann.
  2. McKay DL, Blumberg JB. A review of the bioactivity and potential health benefits of peppermint tea (Mentha piperita L.). Phytother Res. 2006 Aug;20(8):619-33. doi: 10.1002/ptr.1936. PMID: 16767798.
  3. Bellassoued K, Ben Hsouna A, Athmouni K, van Pelt J, Makni Ayadi F, Rebai T, Elfeki A. Protective effects of Mentha piperita L. leaf essential oil against CCl4 induced hepatic oxidative damage and renal failure in rats. Lipids Health Dis. 2018 Jan 9;17(1):9. doi: 10.1186/s12944-017-0645-9. PMID: 29316974; PMCID: PMC5761127.
  4. Mani Badal R, Badal D, Badal P, Khare A, Shrivastava J, Kumar V. Pharmacological Action of Mentha piperita on Lipid Profile in Fructose-Fed Rats. Iran J Pharm Res. 2011 Fall;10(4):843-8. PMID: 24250421; PMCID: PMC3813062.