biancospino
Crataegus-monogynaCrataegus-monogyna_02

Biancospino

Crataegus monogyna (Jacq.)
Numero di osservazioni umane nel mondo di nel 2023. Credits: GBIF | OpenStreetMap.

Nome scientifico

Crataegus monogyna (Jacq.)

Nome comune

Biancospino; Biasncospino comune; Azaruolo selvatico

Parti usate

Foglie; Fiori

Fitochimica

Flavonoidi (iperoside, vitexina-2-ramnoside, glicosilflavoni); Progianidine oligomere; Acidi fenolcarbossilici; Acidi triterpenici; Steroli; Amminopurine; Olio essenziale

Botanica

Il biancospino comune, o Crataegus monogyna (precedentemente Crataegus oxyacantha), è una pianta arborea appartenente alla famiglia delle Rosacee. E’ una pianta molto comune nelle zone montane dell’Europa, dell’Africa del Nord, dell’Asia occidentale e dell’America settentrionale. Ha un’altezza che può arrivare fino a 10 metri, generalmente tra 1 e 6.
La pianta ha una radice fascicolata, chioma irregolare e globosa, con foglie caduche e un fusto sinuoso e ramificato. La corteccia passa dal grigio chiaro al bruno-rossastro, mentre i rami glabri hanno spine lunghe 0,5-1,5 cm.
Le foglie verdi brillanti, romboidali o ovali, sono alterne e dentellate, con 1-2 lobi per lato e un picciolo scanalato. Sono glabre e con stipole fogliacee alla base. I fiori, profumati di colore bianco o leggeremente rosato hanno brattee caduche, calice con 5 lacinie e corolla con 5 petali. Gli stami hanno antere rosse e gli stili variano da 1 a 4.
I falsi frutti (nascono dal ricettacolo anzichè dall’ovario) sono riuniti in grappoli, hanno un diametro di circa 1cm, sono rossi e carnosi e coronati all’apice dai residui delle lacinie, contengono un solo seme.

Raccolta

I fiori, con le foglie che li circondano, si raccolgono in primavera quando iniziano a sbocciare.

Modalità d’uso

  • Infuso: 2-3g di droga ogni 200ml di acqua bollente. Si lascia in infusione per 10-15 minuti. Si può assumere fino a 2-3 volte al giorno.
  • Tintura madre: 30 gocce diluite in poca acqua o altra bevanda, da 1 a 3 volte al giorno, o secondo le indicazioni riportate sulla confezione del prodotto.

Utilizzo tradizionale

Il biancospino è stato menzionato per la prima volta per “trattare la dissenteria” nel Materia Medica della dinastia Tang (Tang bencao), la prima farmacopea ufficiale conosciuta al mondo, risalente al 659 d.C. [1][2]
Le diverse parti della pianta, tra cui i fiori, le foglie, i semi e i frutti, sono state a lungo utilizzate come rimedi tradizionali in molti paesi, come la Serbia, la Francia, il Cile, la Turchia e la Cina, per trattare una vasta gamma di malattie, risultano essere antispasmodici, cardiotonici, diuretici, ipotensivi e anti-aterosclerotici (Cloud et al., 2019; Dehghani et al., 2019).
C. oxyacantha è oggi utilizzato per alleviare i sintomi di temporanee patologie cardiache nervose (ad esempio palpitazioni, battiti cardiaci extrasistolici dovuti ad ansia lieve) dopo che condizioni gravi sono state escluse da un medico. E’ usato anche per il sollievo di sintomi lievi di stress mentale e per favorire il sonno [3].

Ricerca scientifica

Una moltitudine di studi preclinici ha dimostrato che gli estratti delle parti aeree biancospino possiedono proprietà cardioprotettive e anti-aterosclerotiche [4].

L’estratto dei frutti di C. oxyacantha può avere anche un effetto protettivo contro la genotossicità indotta da radiazioni ionizzanti e da farmaci chemioterapici (Hosseinimehr, Azadbakht, and Abadi 2008; Hosseinimehr et al. 2007).
Tuttavia lo stesso estratto di frutti ha dimostrato di indurre effetti clastogenici/aneugenici (possono cioè causare danni al DNA, con conseguenti problemi di salute e funzionamento cellulare) nelle cellule del midollo osseo dei topi. Questi risultati confermano una precedente osservazione di genotossicità in vitro nelle cellule umane [5][6].

L’estratto di foglie ha invece mostrato citotossicità e genotossicità solo a dosi elevate e può dunque ritenersi sicuro a dosi inferiori ai 1000mg/kg [7][8]

Diversi studi hanno dimostrato che il biancospino ha un effetto terapeutico nel cancro al seno, in particolare luteolina, apigenina, quercetina, kaempferolo, acido ursolico e acido oleanolico, principi attivi presenti nell’albero possono modificare l’azione di due proteine responsabili del tumore, MMP9 e PPARG [9].

Avvertenze e controindicazioni

La letteratura non segnala effetti secondari tossici in foglie e fiori e sembra possedere un elevato grado di sicurezza anche per un uso prolungato (Weiss R. F., Lehrbuch der phytoterapie, 1992). Tuttavia effetti genotossici sono stati riscontrati sia in vivo che in vivo per quanto riguarda l’estratto dei frutti [5][6].

Riferimenti

  1. Yu S. [Investigation on supplements from Tang Edition (TE) cited in Jia You ben cao (Materia medica of Jia You reign)]. Zhonghua Yi Shi Za Zhi. 2004 Jan;34(1):40-2. Chinese. PMID: 15555251.
  2. Zhao, Z., Guo, P. & Brand, E. A concise classification of bencao (materia medica). Chin Med 13, 18 (2018). https://doi.org/10.1186/s13020-018-0176-y
  3. Committee on Herbal Medicinal Products (HMPC). European Union herbal monograph on Crataegus spp., folium cum flore. EMA/HMPC/159075/2014. April 5, 2016.
  4. Wu M, Liu L, Xing Y, Yang S, Li H, Cao Y. Roles and Mechanisms of Hawthorn and Its Extracts on Atherosclerosis: A Review. Front Pharmacol. 2020 Feb 21;11:118. doi: 10.3389/fphar.2020.00118. PMID: 32153414; PMCID: PMC7047282.
  5. Yonekubo BT, Alves HMC, de Souza Marques E, Perazzo FF, Rosa PCP, Gaivão IOM, Maistro EL. The genotoxic effects of fruit extract of Crataegus oxyacantha (hawthorn) in mice. J Toxicol Environ Health A. 2018;81(19):974-982. doi: 10.1080/15287394.2018.1503982. Epub 2018 Oct 16. PMID: 30325712.
  6. de Quadros APO, Mazzeo DEC, Marin-Morales MA, Perazzo FF, Rosa PCP, Maistro EL. Fruit extract of the medicinal plant Crataegus oxyacantha exerts genotoxic and mutagenic effects in cultured cells. J Toxicol Environ Health A. 2017;80(3):161-170. doi: 10.1080/15287394.2016.1272517. Epub 2017 Feb 17. PMID: 28277037.
  7. Aguilera-Rodríguez FR, Zamora-Perez AL, Galván-Moreno CL, Gutiérrez-Hernández R, Reyes Estrada CA, Esparza-Ibarra EL, Lazalde-Ramos BP. Cytotoxic and Genotoxic Evaluation of the Aqueous and Hydroalcoholic Leaf and Bark Extracts of Crataegus oxyacantha in Murine Model. Plants (Basel). 2021 Oct 19;10(10):2217. doi: 10.3390/plants10102217. PMID: 34686027; PMCID: PMC8540136.
  8. Tabach R, Rodrigues E, Carlini EA. Preclinical toxicological assessment of a phytotherapeutic product–CPV (based on dry extracts of Crataegus oxyacantha L., Passiflora incarnata L., and Valeriana officinalis L.). Phytother Res. 2009 Jan;23(1):33-40. doi: 10.1002/ptr.2499. PMID: 19048610.
  9. Basavarajappa, G. M., Rehman, A., Shiroorkar, P. N., Sreeharsha, N., Anwer, M. K., & Aloufi, B. (2023). Therapeutic effects of Crataegus monogyna inhibitors against breast cancer. Frontiers in pharmacology, 14, 1187079. https://doi.org/10.3389/fphar.2023.1187079